Haematologica Reports 2006; 2: issue 2

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Conclusioni
Pier Luigi Zinzani
Istituto di Ematologia e , Oncologia L. & A. Seràgnoli, Università di Bologna

DepoCyte, una citarabina con formulazione a rilascio prolungato, è il farmaco di nuova generazione che, per le sue caratteristiche farmacodinamiche e farmacocinetiche, può modificare la qualità e la durata della risposta nell’ambito della terapia per via intratecale delle meningiti linfomatose/leucemiche. Infatti, rispetto alla classica citarabina, che presenta una emivita terminale di 3-4 ore dopo la somministrazione intratecale, DepoCyte ha una emivita terminale compresa tra 100 e 263 ore. Inoltre, l’essere incapsulata in lipidi non ne aumenta la tossicità cumulativa. Sulla base dei dati segnalati in letteratura risulta ben chiara la valenza e l’importanza di DepoCyte nei pazienti che presentano una meningite linfomatosa/leucemica. Inoltre sulla base di queste importanti segnalazioni diventa sicuramente importante il ruolo che DepoCyte può svolgere nell’ambito della profilassi delle meningiti linfomatose. Infatti, come elencato nella Figura 1 sono molteplici le condizioni — l’istotipo, le sedi di localizzazione della neoplasia, e l’eventuale interessamento midollare — in cui i pazienti con un linfoma non Hodgkin all’esordio sono considerati a rischio di sviluppare una localizzazione meningea
Tutte queste indicazioni richiedono una profilassi intratecale contemporaneamente al trattamento antiblastico sistemico di induzione per ridurre/eliminare il rischio potenziale di una localizzazione del linfoma a livello meningeo. Recentemente (Figura 2) è stato pubblicato uno studio relativo ad una maggiore incidenza di meningite linfomatosa nei pazienti con linfoma non Hodgkin aggressivo valutando il liquor cefalo-rachidiano non solo con l’indagine citologica ma anche con la metodica citofluorimetrica. Questo dato mette in risalto in maniera significativa la percentuale superiore di pazienti che richiedono assolutamente un trattamento profilattico intratecale nel momento della diagnosi di un linfoma non Hodgkin.
Quindi sulla base di questi aspetti sono diverse le situazioni e condizioni dove diventa importante l’utilizzo di DepoCyte. Questo farmaco in particolare offre la possibilità di presentare contemporaneamente una serie di vantaggi indiscutibilmente preziosi: maggiore esposizione delle cellule neoplastiche all’azione del farmaco stesso, migliore qualità della risposta clinica, migliore qualità della vita, con una riduzione del numero delle rachicentesi da eseguire da parte del paziente (Figura 3).

 

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